NOVEMBRE 2019

Il 9 gennaio del 1970 i Genesis entravano per la prima volta nei BBC Studios di Londra per registrare la prima di tre session – l’ultima risale al maggio del 1971 – nei gloriosi studi radiotelevisivi inglesi. Quattro tracce scritte per un documentario sul pittore Mick Jackson, un materiale che negli anni a seguire venne ampiamente riutilizzato dalla band nei suoi album storici, da Nursery Cryme a The Lamb Lies Down On Broadway. L’era era quella di Trespass e la stagione che fioriva era quella del progressive rock inglese.

Esattamente 50 anni dopo, simbolicamente lo stesso giorno, il 9 gennaio 2020, esce HERE IT COMES AGAIN, secondo album acustico-orchestrale (CD digipack e digitale, label IRMA Records) del progetto Gazzara Plays Genesis che torna a rivisitare lo storico gruppo britannico con nuove rivisitazioni arrangiate e dirette dal pianista e compositore Francesco Gazzara (Gazzara, The Piano Room, Hammond Express).

Dopo il successo del primo episodio – il doppio PLAY ME MY SONG pubblicato nel 2014 – Gazzara Plays Genesis dedica sempre la sua attenzione al repertorio 1971-1980 della band inglese ma con un paio di variazioni importanti ripetto al tribute album precedente. La prima riguarda la tracklist che contiene sia delle perle assolute – in alcuni casi anche rarità mai eseguite dal vivo dai Genesis, come “Heathaze” (da Duke) e “Undertow” (da …And Then There Were Three) – che una trascrizione pianistica integrale della suite “Supper’s Ready” (oltre 23 minuti, da Foxtrot). La seconda novità è negli arrangiamenti del nuovo disco, più ricco di sonorità prog dell’epoca – Hammond, Mellotron, Rhodes, ARP synth, oltre a chitarre elettriche e acustiche, basso elettrico e bass pedals – che contornano la presenza costante del pianoforte (un Bechstein a coda restaurato risalente al 1878) e degli strumenti orchestrali, questa volta presenti come solisti ognuno in un brano diverso.

HERE IT COMES AGAIN (che cita nel titolo una frase del testo di “The Musical Box” dei Genesis, laddove PLAY ME MY SONG si riferiva alla prima parte della stessa frase) è un album ricco di dettagli: ancora una volta non soltanto “i Genesis al pianoforte” ma qualcosa di più profondo ovvero la colonna sonora di film immaginario dedicato al repertorio “prog” della storica band, periodi pre e post Gabriel compresi, almeno fino al 1980.  Scorre così la tracklist in ordine cronologico, partendo da “The Musical Box” - affidata alla chitarra elettrica di David Giacomini, al flauto di Dario Cecchini e al clarinetto di Valerio Sanna - e arrivando subito a “Supper’s Ready” a sua volta divisa in sette sezioni, esattamente come l’originale, con un caleidoscopio di strumenti “vintage” tra cui figurano anche una melodica e le campane tubulari. Altra novità assoluta nel progetto Gazzara Plays Genesis è la presenza della sezione ritmica in un brano, assolutamente protagonista in “I Know What I Like (In Your Wardrobe)” – il primo tentativo di hit dei Genesis datato 1973 – con il cajon di Mauro Mirti e il basso elettrico di Massimo Sanna. La chitarra di David Giacomini torna invece in primo piano su “The Carpet Crawlers” con una sonorità coinvolgente che richiama sia Steve Hackett che Robert Fripp. Il passaggio all’era di Phil Collins arriva con “Dance On A Volcano” in cui è protagonista la viola di Giulia Nuti che, oltre alle parti soliste e vocali, esegue anche un assolo in coda al brano che a sua volta accenna a “Baba O’Riley” dei The Who. Neanche il tempo di abituarsi all’avvento di A Trick Of The Tail che torna per un attimo The Lamb Lies Down On Broadway con un rapido accenno alla celebre introduzione pianistica di Tony Banks che sfocia alla fine nelle citazione delle prime note di “Ripples”: un tributo anche all’arte magica del “medley” dei Genesis. Archi in primo piano nelle successive tre canzoni, il violino di Fabrizio Paoletti su “Eleventh Earl Of Mar” e il violoncello di Giorgia Pancaldi su “Afterglow” – entrambe da Wind&Wuthering – oltre al contrabbasso di Stefano Corato in “Undertow”, ennesimo brano firmato da Tony Banks su ..And Then There Were Three. In chiusura torna il primo ospite solista del disco, Dario Cecchini, questa volta con il sax soprano sulle note di “Heathaze”, gemma assoluta di Duke che è anche l’album da cui è tratta la conclusione solo pianistica di HERE IT COMES AGAIN: “Guide Vocal”. Infine il progetto grafico: come PLAY ME MY SONG anche HERE IT COMES AGAIN presenta un acquerello dell’artista Ugo Micheli, ispirato ad alcuni particolari delle copertine originali degli album dei Genesis che contengono i brani rivisitati. Un tributo quindi anche agli artisti Paul Whitehead, Colin Elgie e Lionel Koechlin.

Francesco Gazzara è già attivo dal vivo con un piano recital che comprende entrambi gli album pubblicati come Gazzara Plays Genesis – oltre a qualche inedito - nel consueto viaggio acustico tra atmosfere oniriche e cinematografiche, corredato come sempre da un pizzico di campagna inglese nel mezzo.


 

FEBBRAIO 2017

Live review su CLASSIC ROCK del concerto di "Play Me My Song" del 21 gennaio 2017 al Riverside di Roma

MARZO 2016

Ciao a tutti! Ecco un'intervista che ho realizzato per la rivista di musica e alta fedeltà SUONO #510 di novembre, in cui si parla ovviamente della realizzazione di Play Me My Song ma anche di altri aspetti della mia carriera musicale...

 

 


MARZO 2015

Ciao a tutti! Sono passati alcuni mesi della pubblicazione dell'album e così ho pensato di raccogliere e inserire sul blog le recensioni di Play Me My Song pubblicate finora, tutte molto positive, iniziando da quelle cartacee. Buona lettura!

SUONO #492
(ita) nov 2014

AUDIO REVIEW
(ita) dic 2014

CLASSIC ROCK SOCIETY
(uk) gen 2015

 

EMPIRE #108
(ger) nov/dic 2014

DUSK #78
(ita) dic 2014

PROG #53
(uk) feb 2015

CLASSIC ROCK
(ita) gen 2015

MONDO AGRICOLO
(ita) dic 2014


 

NOVEMBRE 2014

Il 4 novembre del 1969 i Genesis tennero il loro primo concerto, alla Brunel University di Londra, nel Middlesex. Una data storica, considerata la carriera futura di una delle più longeve e prolifiche band della stagione del progressive rock inglese. Esattamente 45 anni dopo, simbolicamente lo stesso giorno, esce il doppio album orchestrale (cd digipack e vinile gatefold, label IRMA Records) "Play Me My Song" (Gazzara Plays Genesis), che celebra lo storico gruppo con una serie di rivisitazioni arrangiate dal pianista e compositore Francesco Gazzara (GAZZARA, Hammond Express, The Piano Room).

E' stato un pianoforte Bosendorfer Grand Coda ad avviare, circa 12 mesi prima, il progetto Gazzara Plays Genesis: 19 tracce della leggendaria band inglese scelte accuratamente dal periodo 1971-­1980. Come location della session pianistica è stata scelta la Sala Assunta (all'interno dello Stato Vaticano), dotata di gran reverbero naturale e sede di innumerevoli registrazioni storiche (Quartetto Cetra, Ennio Morricone...). Completati con cura tutti i tasselli di un'operazione impegnativa e ricca di dettagli: le (poche) partiture esistenti sono state riviste al setaccio, altre scritte di sana pianta. Gli ascolti di una vita hanno suggerito la chiave interpretativa ovvero il tentativo di non fare ancora una volta soltanto "i Genesis al pianoforte", ma qualcosa di più profondo. Una sorta di colonna sonora di film immaginario dedicato ai ricordi collettivi di chi ha masticato tutta la musica della storica band, periodi pre e post Gabriel compresi.

Nei mesi seguenti le sovraincisioni di un trio di archi (Fabrizio Paoletti, violino, Giulia Nuti, viola, Giorgia Pancaldi, violoncello) e dei numerosi strumenti suonati dal fiatista Dario Cecchini (flauti, sassofoni, clarinetto basso) – oltre all’arsenale vintage di F. Gazzara ovvero organo Hammond, Mellotron e sintetizzatori – hanno portato a termine l'album "Play Me My Song", il cui titolo ricorda un verso del classico "The Musical Box". Arrangiamenti fedeli alla struttura degli originali ma senza eccessi di virtuosismo, velocità leggermente più aggressive rispetto a quelle conosciute – per dare un senso “live” al tutto, nella tradizione dei Genesis dal vivo -­ e soprattutto la messa in risalto di parti nascoste che a volte escono solo dagli ascolti in cuffia degli originali rimasterizzati, sono alcuni dei tanti dettagli assegnati di volta in volta a strumenti diversi.

Francesco Gazzara esegue dal vivo l’intera tracklist del progetto -­ in ordine strettamente cronologico – in un piano recital che è anche un profondo viaggio acustico tra atmosfere oniriche e cinematografiche, con un pizzico di campagna inglese nel mezzo. Ecco la tracklist: For Absent Friends / Seven Stones / The Musical Box / Horizons / Watcher Of The Skies / Time Table / Dancing With The Moonlit Knight / Firth Of Fifth / After The Ordeal / The Cinema Show / The Chamber Of 32 Doors / The Lamia / Mad Man Moon / A Trick Of The Tail / One For The Vine / Blood On The Rooftops / Duke's Travels / Duke's End



 

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